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Sicilia

Karim Hannachi
Università di Kore di Enna
karim.hannachi@gmail.com  

 

Antonella Elisa Castronovo
Ricercatrice   
antoeli@hotmail.it

 

Da circa un trentennio la Sicilia ha assunto il ruolo di “porta” che introduce i migranti africani all’Europa ed affida all’isola il ruolo di ponte fra culture, popoli e religioni. È una posizione nel segno della continuità storica, visto che la Sicilia è stata sempre il crocevia di migranti provenienti dall’Europa, dall’Asia e dall’Africa mediterranee per i più svariati tipi di incontri e di transiti.
Sebbene i riflettori dei media si accendano sull’immigrazione in Sicilia solo in occasione degli sbarchi, i dati confermano che l’isola è un territorio importante per verificare il grado di evoluzione del fenomeno migratorio. La quasi totalità degli stranieri (oltre 9 su 10) risiede in Sicilia per motivi di lavoro o familiari e ha quindi un progetto migratorio di inserimento stabile nel tessuto sociale della regione. Prevalgono le donne e i giovani, ed assume un certo rilievo il fenomeno delle seconde generazioni, visto che una quota importante di popolazione straniera risulta nato nel territorio.
La progressione di crescita dei migranti negli anni ‘2000 mostra come su tutta l’isola il loro numero sia più che raddoppiato nelle province storicamente più interessate al fenomeno (Palermo, Catania, Messina, Ragusa e Trapani) e negli altri casi triplicato (Agrigento, Siracusa. Enna e Caltanissetta), incrementando di conseguenza anche l’incidenza sul totale della popolazione.
 

 


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