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Sardegna

Gianni Loy
Università degli Studi di Cagliari
gloy@unica.it

Tiziana Putzolu
Università degli Studi di Cagliari
tizianaputzolu@gmail.com

 

Anche se con proporzioni assai diverse rispetto ad altre regioni italiane, anche per la Sardegna è possibile parlare dell’immigrazione come di un fenomeno strutturale, con profonde implicazioni nel tessuto sociale, culturale ed anche economico.
Dal punto di vista demografico è interessante considerare che la crescita della popolazione sarda sia dovuta non tanto al saldo naturale (costantemente negativo da alcuni anni) ma a quello migratorio, cioè grazie al contributo degli stranieri. Si tratta di una tendenza in atto ormai da alcuni anni, che ha visto trasformare progressivamente l’isola da territorio di transito verso altre destinazioni migratorie – in Italia o all’estero – a meta per la residenza elettiva, i ricongiungimenti familiari e, più in generale, per progetti di stanzialità territoriale di numerosi cittadini stranieri. La tendenza sembrerebbe destinata a crescere ulteriormente e pare confermata dai dati sui permessi di soggiorno e sulle concessioni di cittadinanza.
Esaminando i contesti provinciali, si può notare come tutti i territori abbiano aumentato le loro presenze di cittadini stranieri, specialmente la provincia di Sassari (che ingloba quella di Olbia-Tempio, di recente costituzione), seguita da Oristano, Cagliari e Nuoro.
 

 


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