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Friuli Venezia Giulia

Paolo Attanasio
Esperto delle migrazioni
paolo.attanasio@virgilio.it

 

  

Il Friuli Venezia Giulia, regione continentale e frontaliera, risente delle influenze culturali mitteleuropee e, nel contempo, per la sua specifica connotazione di ponte sull’Adriatico, costituisce l’ideale passaggio verso il resto d’Italia. Del resto, le Province di Udine e Pordenone sono le zone rappresentative di un entroterra industrializzato, che funge da richiamo per un’immigrazione di tipo produttivo e stanziale.
Mentre negli anni Ottanta si è sviluppata un’ospitalità di tipo emergenziale per stranieri, quasi esclusivamente uomini, in provenienza dall’Africa equatoriale e maghrebina, arrivati in prevalenza dal Sud del Paese e dal vicino Veneto, dall’inizio degli anni Novanta l’area orientale della regione ha registrato gli arrivi di consistenti gruppi di persone a bordo di gommoni provenienti dalle coste croate. In quegli anni sono transitate nel territorio anche numerose persone in fuga da situazioni di guerra e di forte tensione sociale che caratterizzavano la confinante penisola balcanica. Si comincia quindi a rilevare la presenza di altre nazionalità e dei primi minori non accompagnati.
Le province di Udine e Pordenone ospitano entrambe più di un terzo degli immigrati presenti in regione, provenienti soprattutto da Slovenia e Croazia, mentre più contenuta è la capacità attrattiva di Trieste e Gorizia, dove si concentrano invece migranti di breve periodo. Tuttavia è solo nella provincia di Pordenone che l’incidenza sull’intera popolazione locale tocca i valori più elevati.
 

 


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