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Abruzzo

Luigi Gaffuri
Università degli Studi dell’Aquila
Dipartimento di Scienze Umane
Viale Nizza 14 - 67100 L'Aquila
luigi.gaffuri@univaq.it

 

 

A partire dagli anni ’70, l’Abruzzo registra un saldo migratorio positivo e, verso la fine degli anni ’80, diventa la regione più industrializzata del Sud d’Italia, iniziando a configurarsi come importante meta di approdo dei flussi migratori dell’intera area meridionale.
In questo contesto, la presenza balcanica ha sempre avuto un ruolo di primo piano e vi è sempre stata una netta prevalenza degli albanesi. Essendo il territorio adriatico (soprattutto la provincia di Chieti) il più vicino alla Puglia, esso ha accolto una parte dei numerosi immigrati provenienti dal paese balcanico che, una volta approdati in questa regione, si spostano nel resto d’Italia.
A livello territoriale, la provincia di Teramo accoglie il maggior numero di immigrati, seguita dall’aquilano, e anche l’incidenza sulla popolazione totale si rivela più consistente in queste due province. Merita poi di essere messo in luce il peso maggioritario della presenza femminile, soprattutto nella provincia di Pescara, a cui si aggiunge quello consistente dei minori e un non trascurabile livello nelle acquisizioni di cittadinanza, tra le quali prevalgono quelle concesse ai romeni per matrimonio e ai marocchini per residenza.
 

 


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