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La dimensione sociale dell'europa. Dal trattato di Roma ad oggi

Curatori: Centro Studi e Ricerche IDOS e Istituto di Studi Politici S. Pio V Casa editrice: IDOS Edizioni Città: ROMA

Data pubblicazione: 2017 ISBN: 9788864800578 » 2017_Indice Europa.pdf   

Questo volume è stato voluto dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” per commemorare il Trattato di Roma del 1957, istitutivo della Comunità Economica Europea (CEE) ed è stato realizzato insieme al Centro Studi e Ricerche IDOS con l’apporto di oltre cinquanta esponenti di vari ambiti, sia a livello scientifico che del terzo settore.
Il titolo, che fa riferimento alla dimensione sociale dell’Europa, sottolinea che non si tratta di un anniversario inteso in modo formale bensì di un tentativo di riavvicinare l’Europa agli europei, come sottolinea nell’introduzione Antonio Iodice, Presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”. I curatori, a loro volta, spiegano come è stata articolata la trattazione dei vari temi per raggiungere questo scopo.
La prima parte è dedicata agli aspetti storici e istituzionali e analizza: i primi Trattati degli anni ‘50 e le condizioni e gli “umori sociali” in cui sono stati approvati (con annotazioni particolareggiate sull’Italia, desunte da fonti italiane e comunitarie come Eurobarometro), le tappe dell’allargamento, l’evoluzione dell’istituto della libera circolazione e delle migrazioni (con particolare riferimento agli italiani, recatisi negli altri Stati membri fin dall’immediato Dopoguerra) con le loro problematiche, segnalando anche significative figure di operatori socio-culturali e degli istituti di patronato.
La seconda si sofferma sulle dimensioni sociali attuali dell’Unione Europea, come attestano i temi trattati: il ruolo della Corte di Giustizia, la diversità religiosa, la politica per l’imprenditoria, la mobilità studentesca e la politica culturale, la collocazione demografica europea nel contesto mondiale, la ricerca scientifica, la politica di coesione territoriale, la politica linguistica e, infine, la dimensione internazionale con riferimento alle crisi umanitarie, all’Africa e alle attese della diaspora originaria di questo continente.
La terza parte presenta i protagonisti dell’integrazione europea, dai padri fondatori (Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer, Robert Schuman, Jean Monnet, Paul Henri Spaak, Altiero Spinelli) a Jacques Delors e Romano Prodi. La brevità di queste schede ne favorisce l’efficacia e consegna al lettore figure indimenticabili, capaci ancora di trasmettere apertura al futuro e fiducia nell’integrazione europea in una fase di declino dell’entusiasmo iniziale.
Apertura e fiducia che, in ultima analisi, sono anche l’obiettivo di questo denso saggio sull’Europa unita. 



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